La legislazione attuale prevede una
grande differenza tra matrimonio e convivenza per quello che riguarda
l'assegno di mantenimento e per altro.
Quando si è conviventi ed il
rapporto cessa, ai membri della coppia non spetta praticamente
nulla. E' previsto l'assegno solo per i figli ma dovrà essere
determinato dal Tribunale, con una conseguente causa.
La convivenza può essere una soluzione
momentanea, magari solo per risparmiare le spese o può essere un
vero e proprio matrimonio non dichiarato che dura tutta la vita. Per
la legge sono la stessa cosa.
Da anni si parla si regolare
legislativamente la convivenza ma in pratica si vive nel modo delle
bufale politiche.
La soluzione concreta si può avere
subito con uno specifico accordo, debitamente firmato e
registrato. In questo si possono prevedere condizioni sia per la
vita in comune, sia per il caso di rottura dei rapporti. Si
possono diversificare le condizioni in caso di separazione per
incompatibilità o separazione per il comportamento di uno dei
conviventi.
Sempre a titolo esemplificativo, si può
stabilire il contributo che ognuno deve portare al menage familiare o
almeno riconoscerlo; si può stabilire l'assegno che spetta in caso
di separazione e per quanto tempo.
Supponiamo anche, ad esempio, che uno
dei conviventi decida di non lavorare per stare più
appresso ai figli ad esempio o comunque alla vita familiare:
senza accordo di convivenza non avrebbe alcun diritto.
Supponiamo il caso di una coppia
omosessuale: solo un accordo di convivenza potrà dare dei
diritti reciproci.
Un accordo può essere utile anche per
spese in comune, dall'automobile all'appartamento, per gli studi, per
tante altre cose.
In altri termini con un accordo di
convivenza si possono inserire praticamente i doveri di un
matrimonio.
Per avere maggiori informazioni,
relativamente al vostro caso concreto, chiedete con il modulo a
pagina "Contatti" di questo blog o negli altri modi indicati nella stessa pagina.
Avv. Umberto Chialastri
Avvocato io pensavo che il patto di convivenza fosse una prerogativa del diritto anglosassone,ma evidentemente facevo confusione con i patti prematrimoniali.interessante notare che anche in Italia e possibile regolare le convivenze omosessuali o eterosessuali.certo un intervento legislativo sarebbe auspicabile!quanto meno per garantire diritti minimi ai conviventi più deboli in caso di rottura.
RispondiEliminaAvvocato io pensavo che il patto di convivenza fosse una prerogativa del diritto anglosassone,ma evidentemente facevo confusione con i patti prematrimoniali.interessante notare che anche in Italia e possibile regolare le convivenze omosessuali o eterosessuali.certo un intervento legislativo sarebbe auspicabile!quanto meno per garantire diritti minimi ai conviventi più deboli in caso di rottura.
RispondiEliminaIn effetti esiste una certa confusione tra i due gruppi di accordi.
RispondiEliminaPer quello che riguarda l'Italia si stanno sempre più parificando le convivenze.
Il 2 settembre sarà in discussione al Senato il disegno di legge Cirinnà sulle convivenze, anche omosessuali.
Di sicuro ogni giorno che passa le convivenze si stanno equiparando al matrimonio. A mio parere occorre che si chiarisca bene il concetto di convivenza giuridicamente rilevante e non è semplice.